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C’è un adagio, odioso e miope, che noi consulenti ed aziende di servizi siamo costretti a sorbire ogni seconda metà di luglio. Sto parlando dell’immancabile “ci vediamo a settembre” che, seguito di solito dall’altro evergreen “ci vediamo a gennaio” udibile già a partire da fine novembre, è una delle più grandi sciocchezze strategiche e più in generale di mindset che tante (troppe) aziende continuano ad avere, anche se non siamo più nel 1970 da qualche tempo ed oggi le persone sono perennemente connesse, utilizzando il web anche quando non hanno un pc a disposizione e non sono a casa. In taluni casi, utilizzandolo addirittura molto di più, rispetto alle normali giornate lavorative.

NON SI VIVE DI SOLA VENDITA

Certo: nessuno nega che ci siano andamenti stagionali anche importanti da considerare, soprattutto per determinate categorie merceologiche e servizi. Tuttavia, l’errore madornale è proprio quello di pensare che ci si debba fermare per 40 giorni perché, in quel lasso di tempo, forse vendere è più difficile del solito. Eppure oramai dovremmo averlo capito un po’ tutti: l’azienda che si concentra (ossessiona) solo su attività promozionali direttamente connesse alla vendita, è quella che probabilmente e paradossalmente venderà meno; soprattutto nel lungo periodo.

A parte che, con la lamentela costante sui fatturati carenti che pur si sente e legge costantemente in giro, sorprende sempre vedere realtà che si concedono il lusso di restare semi-ferme per oltre 40 giorni, come detto mesi come luglio ed agosto possono essere utilissimi per svolgere determinate attività di grande importanza e valore strategico.

E questo, a maggior ragione, se si prevede un calo delle operazioni operazioni ordinarie di gestione aziendale ed una relativa minor frenesia nelle giornate lavorative, con possibilità di affrontare con maggiore serenità e lucidità azioni di marketing per il medio-lungo periodo.

COSA FARE DURANTE I GIORNI “LENTI”

Ma cosa poter fare, quindi, nei periodi dell’anno che riteniamo meno profittevoli nell’immediato e magari meno adatti per ottenere nuovi acquisti, con annessa riduzione dell’organico disponibile? Personalmente, lavorando con il content marketing da sempre e possedendo anche una realtà editoriale abbastanza nota, ho sempre trovato nei mesi estivi una grandissima opportunità per generare traffico e raccogliere lead utili per future azioni di nurturing e vendita, nonché per azioni di efficace (e meno costosa) brand awareness, magari legata a temi/argomenti/problemi connessi con il mese in corso.

Agosto è, insieme a dicembre, il mese nel quale ho registrato solitamente i picchi di traffico maggiore ed una penetrazione più efficace a livello di fruizione mobile dei contenuti proposti. Il tutto, per ovvie ragioni che è facile intuire anche da non esperti di settore.

QUALCHE ESEMPIO CONCRETO

Ma facciamo qualche esempio concreto, in modo da poterci intendere ancora meglio ed essere pragmatici: avete un centro medico specializzato in vari trattamenti, tra cui principalmente il dimagrimento. Bene: agosto (ma anche luglio) non sono probabilmente i mesi più adatti per promuovere diete e percorsi per perdere peso, né per altri servizi affini. Cosa fare, quindi? Chiudere tutto, sospendere ogni attività ed attendere tempi migliori? Ovviamente no: intervistate i vostri specialisti, magari con contenuti video e condivideteli/promuoveteli su Facebook ed Instagram. Organizzate un piano editoriale prettamente “estivo”, iniziando a raccogliere visite sul blog aziendale ed iscritti alla vostra newsletter (se non avete un blog aziendale, approfittate per crearne uno subito)

Pubblicate un paio di buoni contenuti la settimana, programmate l’attività editoriale per il periodo nel quale prevedete di avere meno clientela ed iniziate a seminare frutti che potrete raccogliere nei mesi successivi. Approfittate, magari, dello stop dei concorrenti per mostrarvi comunque presenti ed attivi, posizionandovi come esperti di settore per determinati trattamenti, raccontando le storie di successo di chi si è affidato a voi ottenendo i risultati immediati, facendo parlare la vostra equipe con consigli e magari anche sessioni di domande e risposte tramite facebook live nei gruppi. Per i giorni di chiusura, programmate dei contenuti scritti in precedenza e tenete attive solo campagne a traffico o visualizzazione video (se ne avete).

In questo modo, mentre gli altri restano al palo ed attendono la fine dei mesi più caldi e (secondo loro) meno utili al business, voi potrete approfittare della minor presenza di contenuti ed aggiornamenti dai competitor per attrarre più lettori. Lettori che, ricordiamolo, devono essere visti sempre e comunque come potenziali clienti.

BEN OLTRE IL CONTENT

Non solo: avendo come detto giornate magari meno frenetiche e dense di scadenze improrogabili ed urgenze continue, potrete analizzare con più calma le metriche ed i report di resa, ottimizzare alcuni processi di reporting, formare le risorse su nuovi tool e strumenti, studiare con maggior serenità il piano editoriale per i mesi di settembre ed ottobre, migliorare/arricchire le landing esistenti per la lead generation, revisionare e migliorare le sezioni più delicate del portale, programmare qualche newsletter ad hoc e più curata, pensare a delle promozioni di fine estate ecc. Insomma: l’unico limite, come praticamente sempre quando parliamo di marketing, sono la vostra fantasia e la vostra ambizione.

Naturalmente, queste semplici ma spesso molto efficaci strategie di content, si possono applicare a praticamente qualunque attività. A fine luglio ed agosto, quindi, il consiglio è di non tirare totalmente i remi in barca e di utilizzare in maniera più lungimirante ed utile l’eventuale minor carico di lavoro. Ne gioverete in salute mentale e risultati dal rientro delle (sempre troppo brevi) ferie e vi sarete portati in vantaggio rispetto ai vostri competitor più pigri e miopi.

 

Social Score
Autore: Germano Milite
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Digital&Brand Manager
Area Digital Marketing
Giornalista professionista e Digital Manager, è il direttore del progetto di Brand Journalism Next. Ama il neuromarketing, il copywriting ed il social media marketing in particolare, ma crede fermamente nella poligamia delle passioni e nella promiscuità delle idee creative, che funzionano solo se sanno contaminarsi a vicenda.

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