Social Score

Mark Zuckerberg non si ferma mai. I test e gli esperimenti  per rendere la User Experience di Facebook (sia da desktop che da mobile) sempre più performante sono infiniti. L’ultima release, però, sembra essere stata tacciata di “plagio” ai danni di Snapchat: una funzione simile a quella dell’app che spopola per la creazione di brevi video che si autodistruggono.

Tiffany Zhong, analista e venture capitalist di Binary Capital, non ha perso tempo. Ha subito sottolineato l’istinto di emulazione di Facebook. La società sta lavorando ad una nuova funzionalità che permette a gruppi di amici di condividere privatamente messaggi di testo, foto e video, capaci di scomparire entro 2 ore.

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Chiamati “aggiornamenti rapidi” (Quick Updates), alcuni fortunati utenti statunitensi potranno notare una nuova faccina smiley nell’angolo in alto a destra dell’applicazione, su cui potranno cliccare ed aggiungere gli amici che desiderano a gruppi per poter condividere aggiornamenti in tempo reale.

Facebook sta crollando?

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Princeton prevedeva l’abbandono dell’80% di utenti dal Social fondato da Mark Zuckerberg. Il motivo? Il fenomeno Facebook è come una malattia: si diffonde rapidamente ed allo stesso modo, dopo aver infettato una serie di persone, si perde. Insomma, una moda passeggera, una tendenza molto in voga, ma poco duratura.

Ci dispiace deludere i ricercatori di Princeton, ma da quanto emerge dai dati trimestrali di Facebook i ricavi si attestano a 6,24 miliardi di dollari con un utile netto di 2,06 miliardi contro i 719 milioni del 2015. La maggior parte dei proventi pubblicitari provengono dal mobile trainati ovviamente da Instagram. Questo è un chiaro segnale del cambiamento in atto. È certo che Facebook deve considerare la tendenza sempre più forte degli utenti a navigare tramite App e non più da desktop, il che ci porta a diverse considerazioni.

Cosa emerge dall’introduzione dei Quick Updates?

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  1. Gli utenti hanno bisogno di informazioni rapide, i tempi si restringono e Facebook vuole incoraggiarli a restare sulla piattaforma ed utilizzarla per le comunicazioni private;
  2. Creare comunicazioni preferenziali a gruppi di amici selezionati risulta essere una strategia fondamentale per chi opera in mercati di nicchia. Quindi, l’aggiornamento dell’app può essere una scelta vincente anche per le aziende che si accingono a fare Customer Service tramite Facebook;
  3. Il plagio per molti non sussiste in un libero mercato in cui tutti cercano di accaparrarsi fette di utenti rilevanti, soprattutto i giovani millenials, ma come sempre bisognerà monitorare con attenzione e costantemente le prossime decisioni di Facebook per capire in che direzione si muoverà.
  4. Il Newsfeed di Facebook era forse diventato un’accozzaglia indistinta di notizie impersonali, condivisioni fatte senza criterio, annunci pubblicitari forvianti di smanettoni incapaci di utilizzare con coscienza il mezzo. È anche comprensibile, quindi, che si sia sentita la necessità di ridare potere alla condivisione di contenuti personali realmente interessanti.

Facebook l’aveva già fatto….con Slingshot

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Fonte: phandroid.com

Un portavoce di Facebook ha dichiarato che i Quick Updates erano già stati testati in passato su una cerchia ristretta di utenti. Non sembra una sorpresa. Ad onor del vero bisogna dire che il Social Blu aveva già lanciato tempo fa Slingshot, l’app per condividere foto e video tra amici tenendo traccia dei momenti più importanti della propria vita. Si trattava di una sorta di chat avanzata, capace di condividere contenuti capaci di autocancellarsi.

Social Score
Autore: Valentina Varlese
letture : 469
Social Media Manager
Divisione Digital Marketing
Le poesie scritte di nascosto, il primo blog su Splinder, gli articoli sui quotidiani locali, quante parole. Valentina si sente viva soltanto imprimendo vocaboli su di un foglio prima e su di una tastiera poi. Collezionando esperienze come Giornalista e Web Content Editor, lavora dal 2009 in ambito Digital Marketing con un'attenzione particolare ai Social.

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