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Machine learning, AMP e dati strutturati. Questi i principali trend del 2017 per quanto riguarda il mondo della SEO. Parola di Gary Illyes, “Google’s Webmaster Trends Analyst”, che collabora con Big G dal 2011.

È quanto emerge da siti come searchengoneland, marketingland.com e kwasistudios.com, che hanno appunto intervistato Gary sulle tendenze più importanti del 2017 riguardanti Google.

Analizziamo questi tre fattori, di cui abbiamo più volte parlato sul nostro magazine, per capire quali saranno le direzioni da prendere per campagne di content marketing, UX Design, Mobile marketing e SEO, ma non solo. Gli spunti riguardano tutti i settori della comunicazione digitale e ci fanno capire su cosa puntare per mettere in piedi un sito web premiato da Google e dai principali motori di ricerca.

Machine learning

Il machine learning è, in sostanza, quando un computer insegna sé stesso come fare qualcosa, imparando da solo e sull’esperienza. Google ha da poco ufficializzato l’utilizzo di un “nuovo” sistema di machine learning, RankBrain, la cui esperienza si basa sui comportamenti degli utenti sul web, query digitate al primo posto.

In particolare, grazie al Machine learning e all’intelligenza artificiale si acquisiscono informazioni e si individuano connessioni tra esse utili a stabilire un risultato di ricerca. Punto di partenza è il gruppo di algoritmi di Google, cementificati da Hummingbird, di cui tutto il resto è un (fondamentale) frammento o estensione, dipende dal punto di vista.

Perché RankBrain è così importante per le nostre ricerche online? Con RankBrain è possibile ordinare miliardi di pagine, individuando le più rilevanti per ogni query di ricerca. Le varie parti di Hummingbird, l’algoritmo di ricerca di Google, nel loro insieme contribuiscono a gestire la totalità delle ricerche, ognuna con la sua specificità.

AMP

Lo standard Accelerated Mobile Pages ha reso la fruizione dei contenuti da Mobile più veloce per migliorare le prestazioni del web “in movimento”. Dal  restyling del logo, pensato soprattutto per la visualizzazione via mobile, Google continua ad implementare tecnologie atte a favorire il caricamento e l’ottimizzazione dei contenuti da smartphone e tablet, soprattutto per quanto concerne il giornalismo digitale.  “An architectural framework built for speed” con testi, infografiche, video e annunci pubblicitari che dovranno essere in primis ottimizzati per il mobile e non più faticare a caricarsi normalmente. Pena, la fuga in massa degli utenti dai siti mobile. Il progetto si basa sul formato AMP HTML, che sarà adottato dagli altri servizi come Google News e in partnership tecnologica con attori come Pinterst e Twitter, ma anche WordPress, Adobe, Linkedin. In collaborazione con i più grandi editori mondiali del calibro di Condè Nest, The New York Times, The Guardian, El Pais e La Stampa (in tutto sono 30), il progetto si basa sulla tecnologia Open Source legata al web server Apache, in grado di sviluppare e mettere a disposizione di tutti gli editori le medesime componenti, sfruttando standard aperti ed aprendo gratuitamente a tutti i server di cache.

Accelerated Mobile Pages

Il risultato sarà una consultazione immediata dei contenuti da tutti i dispositivi mobile, un web mobile più leggero, con la possibilità di scelta di ogni editore del network pubblicitario che non penalizzi l’esperienza di navigazione degli utenti da mobile. Google ha pubblicato, a questo proposito, una demo che mostra come cambiano i connotati dei nostri siti mobile in base allo standard AMP.

Cosa cambia in concreto potete vederlo a questo link.

Dati strutturati

È dimostrato che con contenuti più ricchi c’è la possibilità di ottenere il 30% in più di click rispetto ad un semplice snippet senza microdati.

I dati strutturati sono visualizzazioni speciali che attraggono i click mostrando nelle SERP tutte le caratteristiche più importanti, come ad esempio le stelline di valutazione degli utenti, video e foto, ricette, prezzo dei prodotti, offerte, con il conseguente aumento dei click, del traffico e delle conversioni al sito.

rich snippetI featured snippet e i rich snippet sono generati grazie ai microdati forniti da schema.org. In questo modo non è necessario adattare i codici dei siti web a tutti gli spider ma i micro dati sono letti dai principali motori di ricerca, come Yahoo, Bing fino al russo Yandex. Si tratta di uno standard in grado di far comunicare l’argomento del sito con i motori di ricerca in maniera più veloce.

Cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che i siti web dovranno essere perfettamente visitabili da mobile, veloci e con contenuti ottimizzati in maniera “scientifica” per gli utenti, cosa sempre apprezzata e premiata da Google.

In cosa dovranno investire le aziende che vogliono avere un ruolo da protagonista sul web nel loro settore di riferimento?

In una user interface progettata per siti perfettamente consultabili da ogni dispositivo privilegiando sempre il mobile. Velocità nel caricamento di tutte le pagine deve essere il must have per tutti contenuti fruibili online.

Descrizioni dettagliate delle pagine e del loro contenuto, testi leggibili, ricchezza di informazioni, sinonimi, link, ottimizzazione SEO orientend per ogni pagina pubblicata: maggiore sarà la cura nella realizzazione delle pagine web più alte saranno le possibilità che schema.org restituisca informazioni dettagliate e ricche di dati utili nei motori di ricerca. Google considera sia Rankbrain che i link tra i rimi fattori di ranking su 200, quindi è fondamentale tenere in considerazione tutti gli aspetti per posizionarsi sui motori di ricerca ed ottenere conversioni

Per le conversioni egli utenti, poi, niente di meglio che inserire Call to Action in ogni pagina per consentire agli utenti di ottenere informazioni specifiche su promozioni, prodotti, servizi e generare in questo modo lead (possibili clienti) qualificati.

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Autore: Andromeda Aliperta
letture : 363
Web Content Manager
Area Digital Marketing
Appassionata di fantascienza, nonsense e paradossi, cinema d’essai e musica, nella sua vita ha consumato quintali di carta scrivendo e leggendo un po' di tutto: saggi, romanzi, poesie, racconti, lettere d’amore, liste della spesa, reclami di vario genere e natura.
Dal 2000 si interessa alla comunicazione digitale in tutte le sue declinazioni e comincia a frequentare corsi e master creando contenuti per il web, a 360°.

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