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La resa dei conti è arrivata: l’annunciato 10 gennaio 2017 proclamato da Google è giunto, con il suo carico di penalizzazioni nei confronti dei siti web che non adottano alcune caratteristiche fondamentali tipiche dell’UX Design.

January 10, 2017 update: Starting today, pages where content is not easily accessible to a user on the transition from the mobile search results may not rank as high. As we said, this new signal is just one of hundreds of signals that are used in ranking and the intent of the search query is still a very strong signal, so a page may still rank highly if it has great, relevant content. Please head to the webmaster forums if you have any questions. (official Google Blog)

Prima di elencare tutti gli elementi penalizzati nel design di una pagina Web, spendiamo due parole sull’UX Design. Letteralmente User Experience Design, si collega allo sviluppo dell’interfaccia web ma con un’attenzione particolare nei confronti dell’esperienza di navigazione dell’utente.

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Esempio di UX Responsive Design

Infatti, nell’UX Design si studiano in maniera dettagliata e “calda” le azioni effettuate e possibili svolte dall’utente nel percorso di navigazione del sito. E anche il bounce rate, ovvero la frequenza di rimbalzo, che indica il cosiddetto TSV, ovvero il time spent visiting, il tempo che l’utente percorre sul sito. Questo, non supera, nella media, i 60 secondi. Il percorso di navigazione dell’utente viene mappato e seguito per capire i punti forti o deboli di un sito web ed ormai sviluppare il sito in base a questi criteri è diventato un must have del design digitale.

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UX Responsive Design, altro esempio

I siti più penalizzati nel 2017 saranno quindi quelli che proporranno ai visitatori:

Pagine con scroll. Ovvero pagine che per essere visualizzate e consultate in maniera completa devono necessariamente essere “scrollate” fino in fondo. La maggior parte degli utenti, come dimostrato, non arriva neanche a metà.

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Esempio di pop up intrusivo e disturbante

Pagine piene di pop up auto partenti. Gli utenti proprio non li sopportano. Per chi visita un sito web in cerca di informazioni, curiosando e cercando quel che gli serve, avere a che fare con i continui pop up autopartenti diventa un vero e proprio disturbo alla navigazione e all’accesso dei contenuti, che nella maggior parte dei casi spinge ad abbandonare la pagina.

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Siti non mobile friendly. Lo abbiamo ripetuto decine di volte nei nostri articoli. Già prima dell’algoritmo Mobilegeddon e poi con lo standard AMP, Google ha non solo annunciato ma ha anche cominciato a penalizzare tutti i siti web non facilmente leggibili via smartphone e tablet. Una vera e propria ecatombe che non accenna a diminuire. I più grandi esperti di UX Design come ad esempio Noam Alloush, fondatore di SITE123, consigliano, in proposito, di progettare il sito web come una vera e propria app, per risolvere il problema della visualizzazione alla radice. Ecco perché Google ha rimosso già da un pezzo anche gli annunci sponsorizzati a destra dei risultati di ricerca.

Il Design Responsive è la “risposta”: progettare un solo layout in grado di essere perfettamente visualizzato da ogni dispositivo.

Social Score
Autore: Andromeda Aliperta
letture : 880
Web Content Manager
Area Digital Marketing
Appassionata di fantascienza, nonsense e paradossi, cinema d’essai e musica, nella sua vita ha consumato quintali di carta scrivendo e leggendo un po' di tutto: saggi, romanzi, poesie, racconti, lettere d’amore, liste della spesa, reclami di vario genere e natura.
Dal 2000 si interessa alla comunicazione digitale in tutte le sue declinazioni e comincia a frequentare corsi e master creando contenuti per il web, a 360°.

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