Social Score

Il comunicatore d’impresa al tempo dei social, ovvero il digital PR, oggi a volte fatica a farsi comprendere dai clienti/utenti. O, almeno, non centra completamente il suo target, in quanto non si relaziona con facilità con i blogger (17%), gli influencer (25%) e, appunto, con i clienti. Questo è quanto emerge dall’indagine “La comunicazione d’impresa e pubblica nell’era delle Digital PR” realizzata da SOS Digital PR, curata da Silvia Arrigoni con il coordinamento di Enzo Rimedio.

Cogliere gli aspetti del cambiamento e misurare le performance

In una “modernità liquida”, parafrasando un celebre testo del sociologo recentemente scomparso Zygmunt Bauman, la società, anch’essa liquida (ovvero soggetta a continui cambiamenti e modi di agire che invecchiano rapidamente senza che si abbia il tempo di assorbirli e consolidarli) ha bisogno di esprimersi con una strategia di comunicazione digitale comune e in grado di cogliere gli aspetti principali del cambiamento.

Diventa prioritario, quindi, anche misurare le performance di questo tipo di comunicazione, focalizzandosi maggiormente sui suoi obiettivi e sul target di riferimento.

Infografica - Indagine 'La comunicazione nell'era delle Digital PR'
Infografica – Indagine ‘La comunicazione nell’era delle Digital PR’

Efficacia della comunicazione e KPI del messaggio

In base a quanto riportato nell’indagine SOS Digital PR, le comunicazioni e cioè il rapporto tra top management e comunicatori d’impresa si sono intensificate grazie all’avvento dei nuovi media per il 77% degli intervistati. Ma gli obiettivi espressi nella comunicazione aziendale verso l’esterno, sono poi così efficaci? Per efficacia intendiamo capacità di cogliere in pieno il target a cui si comunica. Clienti/utenti? Partner? Istituzioni? Insomma, quanto è efficace il messaggio? È possibile misurare un KPI del messaggio stesso, ovvero un indice di prestazione in grado di dimostrare quante persone ha raggiunto e quanti feedback ha avuto?

Se, come affermano Silvia Arrigoni ed Enzo Rimedio, oggi i comunicatori usano in maniera massiccia i social “twittando” e dialogando via Facebook “senza remora”, instaurando relazioni pubbliche senza troppe difficoltà anche con un presidente di Stato o un’amministrazione pubblica, a maggior ragione gli obiettivi di una buona comunicazione digitale dovrebbero essere sempre più chiari e verticalizzati.

La verticalizzazione di un messaggio si riferisce spesso alla comunicazione di marketing, anche se, attualmente, il digital PR o il comunicatore d’impresa, come si evince dalle interviste, non riesce a superare in pieno la barriera comunicativa proprio con il suo target.

Ecco perché l’80% dei comunicatori d’impresa vorrebbe che le università italiane si occupassero molto di più di formazione specifica e specializzata rivolta a formare nuove leve del settore e al contempo, per la propria formazione l’83% predilige network fra colleghi, oltre che frequentare corsi online (76%).

La canalizzazione del messaggio: prima di tutto il target e la formazione specializzata

Immaginando la società multimediale come una sorta di imbuto e la comunicazione come un qualsiasi liquido che deve passarci attraverso, possiamo pensare che tanto più è fluido e canalizzato il messaggio tanto più facilmente passa attraverso l’imbuto. Se la comunicazione d’impresa (e pubblica) contemporanea utilizza i social senza alcun problema (il 92%) non arriva altrettanto facilmente a comunicare con il cliente o almeno la fa solo nel 58% dei casi. Nonostante questo, il 79% dichiara che il sito e i canali social ufficiali sono importanti per il corporate branding. Un dato positivo che racchiude un forte interesse per una formazione specializzata, presupponendo ampi margini di miglioramento negli anni a venire per gli “addetti ai lavori”.

Chi vuole fare comunicazione d’impresa oggi, deve essere in grado di padroneggiare tutti i canali digitali ed avere professionalità multiformi

Attualmente sono 85 i corsi di laurea in Scienze della comunicazione in Italia, senza contare i master e la marea di corsi di varia natura. Non solo Iulm, quindi, e osservatori digitali del Politecnico di Milano, ma tutte le università, nonché aziende italiane ed estere ormai cominciano ad attrezzarsi con corsi e master ad hoc, per formare oltre ai comunicatori d’impresa anche il top management sui temi del digitale. Lo scopo è anche migliorare quella che potremmo definire “empatia digitale con il target”, ovvero la capacità di arrivare al cuore e alla testa di chi è dall’altra parte dello schermo, dandogli ciò che desidera.

Come affermato recentemente in un’intervista per il Corriere Sella Sera da Maurizio Masini, direttore del master in Comunicazione d’impresa dell’università di Siena, c’è appunto un trend positivo di domanda. Ma, aggiunge che “occorrono professionisti che conoscano le regole, la grammatica e il tono per gestire le comunicazioni nei diversi canali, così da sapersi adattare ad ogni cambiamento di media. Per soddisfare la domanda aziendale non basta quindi una laurea triennale, occorre un titolo magistrale seguito da un master specialistico”.

Una professione in continua evoluzione e ridefinizione

Il focus della professione è la capacità di gestire in maniera “fluida” non solo le relazioni con i media digitali, ma anche siti di informazione, blog ed influencer. Altre capacità richieste sono la web analysis, quindi il saper interpretare i risultati della comunicazione aziendale e l’uso di programmi di grafica e di video editing per poter veicolare anche messaggi e comunicazioni di questo tipo. Una professione in continua evoluzione, che non può e non deve fermarsi mai, soprattutto in una società dominata dalle comunicazioni via social, in perenne cambiamento, spesso soggette a trend momentanei.

Il linguaggio e gli strumenti di un comunicatore d’impresa 3.0 dovranno quindi adeguarsi sempre di più per offrire un servizio in grado di avvicinare l’azienda ai suoi clienti/utenti in maniera empatica e diretta, in grado di produrre una Brand Identity solida, distinta ed autorevole. E poco liquida…

Fonte: SOS Digital PR, Corriere della Sera

Social Score
Autore: Andromeda Aliperta
letture : 687
Web Content Manager
Area Digital Marketing
Appassionata di fantascienza, nonsense e paradossi, cinema d’essai e musica, nella sua vita ha consumato quintali di carta scrivendo e leggendo un po' di tutto: saggi, romanzi, poesie, racconti, lettere d’amore, liste della spesa, reclami di vario genere e natura.
Dal 2000 si interessa alla comunicazione digitale in tutte le sue declinazioni e comincia a frequentare corsi e master creando contenuti per il web, a 360°.

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