Social Score

Parole chiave, user experience, contenuti, emozioni, colpire al cuore e al cervello degli utenti, un diktat che si rinnova, ma che sostanzialmente non si tradisce.
Le frontiere della comunicazione e del marketing oggi si orientano verso la realtà virtuale in connessione con le emozioni più profonde dell’utente e verso una Data Driven Strategy approfondita, ma non solo. Partendo da questa considerazione, quello che emerge dall’edizione 2016 del Mashable SMDAY è la priorità di conoscere le esigenze dell’utente, restituite ed indagate per offrirgli una profilazione organicamente perfetta, in grado di assecondare i suoi bisogni. Il team di Next, in qualità di partner dell’evento assieme ad Insem Spa ha partecipato con entusiasmo a questa edizione del Mashable SMDAY, riportando alcune riflessioni sull’evento.

Alla 3° edizione del Mashable SOCIAL MEDIA DAY Italy del 21-22 ottobre a Milano si è parlato di…

 

“User experience, contenuti, emozioni, empatia, catarsi, video virali, storytelling, fluidità, advertising, cultura, tradizione, biologia, alienazione, user generated content, search strategy, brand experience, gamifcation, engagement circle, webform, Facebook, contact center, customer care, levels of awareness, archetipi, influencer, digital marketing, Lego, social media management, beneficenza, condivisione, promozioni, coupon sito, negozio, mobile, gamification, contest, engagement, instagram, twitter, Amazon, advocacy, Iconosquare, bot, passioni, tattiche, beneficenza, microcontenuto, blog, condivisione, Engagement, contact less, realtà aumentata, virtual reality, social payement, crowdfunding, instagram, Effetto Streisand, numero di Dumbar, Robotica, machine learning, storytelling dei dati, Wechat, e-commerce user experience, less is more, shooting, data driven strategy, formato 4k, interfacce, tecnologia, cultura, tradizione, biologia, natura, Unique selling proposition, soap opera sequence, smart community”

 

Il team organizzativo del Mashable Social Media Day Italy 2016
Il team organizzativo del Mashable Social Media Day Italy 2016

Durante questa edizione del Mashable SMDAY Italy sono stati toccati tutti gli aspetti del mondo digitale odierno in chiave social, in relazione all’advertising e alle strategie di comunicazione: antropologico, emozionale, analitico, empatico e catartico.

I risultati vanno mostrati e la pagina ABOUT/CHI SIAMO è fondamentale: siate coloriti, fatevi ricordare, distinguetevi

I social come cassa di risonanza, con microcontenuti che funzionano e in grado di creare empatia certo, senza dimenticarsi l’importanza del blog per valorizzare i contenuti e di strumenti come l’Email Marketing. Parola di Dario Vignali, Blogger e Web Marketer con il suo speech sul personal Branding. Oppure, lo storytelling del dato, di Carlo Rinaldi. I dati questi preziosissimi tasselli di un puzzle di proporzioni sempre più grandi, celato dietro le numerose interfacce con cui siamo abituati ad interagire ogni giorno.
Agli User generated content raccontati da Giuseppe Brugnone, social e media Manager di Lego Italia, con i suoi contenuti rilevanti, coraggiosi, emozionali, autentici, seppur associando il tutto ad una search strategy.

Mashable Social Media Day Italy, una formula di comunicazione smart e semplice da metabolizzare

Mi fermo un attimo. Emerge a questo punto, semplicemente riportando in maniera non didascalica ma prendendo interventi misti della seconda e della prima giornata di lavori, che il leit motiv sono sì, i social media, come mezzo e canale privilegiato di comunicazione, oggi necessario per farsi conoscere e creare engagement, ma che ogni aspetto del digitale viene toccato in maniera magistrale. Un po’ come gli insiemi eulero venn, dove un insieme o più gruppi di insiemi si intersecano con altri creando nuovi paradigmi comunicativi e di engagement. Tra social media management, content marketing, SEO, SEM si creano legami ed intersezioni che aumentano il valore di ogni intervento suggerendo soluzioni sempre più cucite su misura.

La formula del Mashable Social Media Day Italy è smart, diretta e semplice da metabolizzare, nonostante la grande quantità di informazioni, spunti ed idee. 30 minuti per ogni speech bastano a farci comprendere la strategia e la “vision” di ogni progetto. Video, iconografiche e spesso il carisma stesso di chi parla (come nel caso di Alessia Musi, Valentina Sala, Fabio Zaffagnini, Dario Vignali e non solo) serve ad imprimere nei nostri cervelli le informazioni che servono, e a discernere quelle che fanno la differenza.

“La gente si muove in maniera fluida e fa un sacco di cose, siamo condizionati dalle interfacce e le utilizziamo di continuo.”

Ci imbattiamo presto nel concetto di fluidità, espresso da Carlo Rinaldi Digital&Social Media Group leader di Microsoft Italia. Un aspetto di cui tenere conto, oggi che siamo sempre in movimento e possiamo arrivare ad ogni tipologia di contenuto in qualsiasi momento, condizionati dalle interfacce dietro cui si celano i dati, onnipresenti e contesi dai grandi colossi del digitale e che servono a profilarci il più possibile, in maniera verticale e/o segmentata all’ennesima potenza. E che una storia non muore mai, se fatta bene funziona sempre e si può riutilizzare.

Tematiche very hot per content strategy  potenziate

Perché il Mashabale Social Media Day è un evento imperdibile per tutti gli addetti ai lavori (e non solo)? Perché si affrontano tematiche calde (e anche caldissime) con case study vivi e palpitanti relativi a: personal branding, Retail marketing, content strategy, innovazione, storytelling, UX design, influencer marketing, instagram strategy, startup e ovviamente social media. I topics affrontati in questa edizione, che definirei macro argomenti da cui sono scaturite tantissime riflessioni utili ad approntare una content strategy veramente potenziata, approfondita, organica, in cui nessun aspetto è trascurato.

Dall’esperienza raccontata da Davide Basile, Digital Marketing di Original Marines, che riporta come, in modo graduale, si è affrontata la sfida digitale per una realtà che ne era praticamente all’asciutto, progettando ex novo una vera e propria (e vincente) Brand Experience. Obiettivo? Vendere ovunque non si vende, facendo una premessa invitante e poi mantenendola (un principio etico da cui il marketing sano non può prescindere).

UX experience, da Instagram all’e-commerce un solo diktat: LESS IS MORE

Come poi non affrontare la questione rovente riguardante la UX experience? Con Orazio Spoto, Co-Founder Instagramers Italia nonché la tavola rotonda con Fabio Merli, Tiziano Tassi, Luca Mascaro e Diego Marello e a seguire la bravissima Valentina Sala, Marketing Manager OK Network si affronta il tema della User experience a partire da social come Instagram e dell’e-commerce user experience. Da qui la necessità di mettere al primo posto l’esperienza dell’utente, in base all’onnipresente e onnicomprensivo principio del LESS IS MORE: fornire un’esperienza di navigazione e d’acquisto unica, semplice, immediata, in cui l’utente ha a disposizione subito ciò che serve.
Si parla quindi di influencer- i veri influencer- quelli che determinano gli insights, spesso non sono tanto testimonial famosi o vip quanto gli utenti più seguiti, la smart community che bisogna coccolare e valorizzare, seguendola il più possibile, spesso premiandola. Gli infuencer raccontano storie, facendo business coinvolgendo la community con immagini ben congegnate, che raccontano.

Google Trends e gli altri: pilotare l’audience in maniera strategica

E arriviamo al brillante intervento di Alessia Musi, marketing scientist aQuest, che dichiara candidamente la sua passione per gli strumenti di calcolo dei dati, come ad esempio Google Trends. Ci parla di Effetto Streisand, (per attirare l’attenzione, quando una notizia si vuole censurare ma poi l’attenzione si sposta sulla notizia creando un effetto inverso) , di logica dei neuroni specchio-contenuti positivi, del fatto che su Facebook possiamo al massimo seguire o essere seguiti da 150 amici e 100/200 su Twitter per via del numero di Dunbar, che determina il livello medio di attenzione. E che abbiamo circa 3 secondi per leggere un post di Facebook e che sul web riusciamo a leggere circa 220 parole al minuto. Quindi bisogna attirare l’attenzione in qualche modo. Come? Magari partendo dall’analisi dei dati, unificandoli e approntando una strategia.

Validare le proprie idee scientificamente prima di promuoverle soprattutto concentrandosi sull’utente e i suoi bisogni

Un buffet ricco anzi ricchissimo quello del Mashable Social Day Italy. Un buffet ricco di idee e suggestioni, come ad esempio quelle di Alessandro Cordova, Founder The Start Up Training. Il suo mantra? Validare le proprie idee scientificamente prima di promuoverle soprattutto concentrandosi sull’utente e i suoi bisogni, trovando ad esempio, nel suo caso una piattaforma specializzata in tatuatori. Con Massimo Temporelli, invece, presidente e Founder The FabLab, si cominciano anche i lavori della seconda giornata, che virano inizialmente sull’aspetto antropologico e sull’impatto che da sempre hanno avuto le nuove tecnologie sull’evoluzione umana. La dicotomia o il dualismo tra uomo-natura e tecnologia da sempre trova la sua risposta nella capacità di immaginare, perché una mente innovativa cambia la vita dell’essere umano. Da qui all’approdo alla robotica il passo è breve. Oggi la maggior parte dei robot, antropomorfizzati o meno, è progettato e programmato per apprendere in base all’esperienza, stesso principio di IoT e del Machine learning.

Dati degli utenti, necessario punto di partenza per affrontare qualsiasi strategia di marketing e/o tattica, devono basarsi su una trasparenza biunivoca

Un altro aspetto fondamentale e di grandissima attualità affrontato al Mashable, consiste nelle potenzialità dell’intelligenza artificiale: si affacciamo così le grandi novità degli ultimi anni in questo ambito, successi annunciati e tendenze in atto come quella del formato 4K e delle telecamere a 360°, di cui ci parla Mario Moroni, CEO presso OkNetwork. Oppure i BOT, parlando di intelligenza artificiale, di cui ci racconta con il suo carisma in collegamento Skype da Londra Marco Montemagno (Imprenditore, Broadcaster, Coach..come si definisce sul suo sito web).
Con Matteo Flora, Ceo di The Fool srl si affronta la questione dei Data Driven Strategy nel suo intervento L’era della trasparenza. I suoi consigli? Bisogna parlare sempre meno del prezzo e più dell’esperienza in un contesto in cui tutte le aziende sono diventate dei centri di raccolta ed analisi dei dati. I dati degli utenti, necessario punto di partenza per affrontare qualsiasi strategia di marketing e/o tattica, devono essere basati su una trasparenza biunivoca. Questo vuol dire che il processo di accesso ai pensieri e ai comportamenti che chiamiamo Data Driven Strategy ci consente di aver dati preziosi per identificare l’utente, seguirlo e apportare valide soluzioni di marketing targettizzate e segmentate, ma lo deve fare sempre presentando i suoi numeri e le sue statistiche.

Ad ogni media il suo taglio, la sua performance, la sua data driven strategy

Chiuderei questa analisi post Mashable SMDAY Italy con una riflessione finale, personale ma senza dubbio condivisibile, mi auguro: se da un lato studiare i dati di navigazione e le caratteristiche dell’utente tipo è fondamentale per approntare una tattica ben precisa di profilazione, è essenziale non dimenticare mai quanto contenuti di buona qualità possano influire positivamente sulle scelte d’acquisto. I dati analizzati con i principali tools sono sempre organici e soggetti a tendenze, che vanno tenute in osservazione costante. Questo è il punto di partenza e di inizio di tutto, non dimentichiamolo.

Social Score
Autore: Andromeda Aliperta
letture : 207
Web Content Manager
Area Digital Marketing
Appassionata di fantascienza, nonsense e paradossi, cinema d’essai e musica, nella sua vita ha consumato quintali di carta scrivendo e leggendo un po' di tutto: saggi, romanzi, poesie, racconti, lettere d’amore, liste della spesa, reclami di vario genere e natura.
Dal 2000 si interessa alla comunicazione digitale in tutte le sue declinazioni e comincia a frequentare corsi e master creando contenuti per il web, a 360°.

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